Decarbonizzazione, digitalizzazione e deglobalizzazione: le tendenze in accelerazione per il biennio 2024–2025

Andrea Zanon Confidente
3 min readFeb 10, 2024
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Prepariamoci tutti a vivere in un mondo meno globalizzato, più digitale e più attento ai rischi climatici

Il 2024 segna un momento critico poiché 4 miliardi di persone in 83 nazioni si preparano a votare. Metà della popolazione globale va alle urne in un contesto geo-politico e macro-economico di shock causati dal Covid-19, dai conflitti in Ucraina e Palestina e dall’escalation dei disastri climatici. Tali fattori hanno interrotto le catene di approvvigionamento, alimentato l’instabilità economica e accresciuto le tensioni commerciali e politiche, in particolare tra Stati Uniti e Cina.

In questo quadro la decarbonizzazione ha fatto un significativo passo avanti con la conclusione della COP28 negli Emirati Arabi Uniti lo scorso dicembre, dove i produttori petroliferi stanno finalmente investendo attivamente per ridurre l’impatto climatico. Lo slancio verso l’obiettivo “Net-Zero Emissions” accelera: con oltre 3 trilioni di dollari investiti a livello globale in energia (rapporto IEA), più di 1,8 trilioni di dollari sono stati messi in campo per le tecnologie pulite a basse emissioni.

La strada è ancora lunga da percorrere ed i rischi, in caso di fallimento, non sono da poco. Secondo il gigante svizzero dell’assicurazione Swiss Re il cambiamento climatico ridurrebbe il PIL globale dell’11–14%, con danni fino a 23 trilioni di dollari all’anno entro il 2050.

Anche la deglobalizzazione avanza nelle principali nazioni che si apprestano a votare come gli USA, India, UE, Russia, Pakistan, riflettendo la crescente polarizzazione e il nazionalismo economico. Le politiche commerciali e le tariffe proposte, in particolare dagli Stati Uniti verso la Cina, minacciano di rallentare l’innovazione tecnologica e rimodellare le dinamiche commerciali globali. Le aspettative puntano verso una regionalizzazione del commercio e della politica. Nel settore energetico per esempio l’Europa cerca la totale autonomia incentivando la produzione rinnovabile all’interno dell’UE e diversificando le proprie fonti energetiche verso fornitori affidabili del G7. Nel novembre 2023 gli USA sono diventati il più grande produttore di…

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Andrea Zanon Confidente

International sustainable development consultant and empowerment specialist