Fondi sovrani: i magnifici Sette entrano in azione

Andrea Zanon Confidente
2 min readNov 5, 2023
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Ecco come l’attuale fragilità macroeconomica che stiamo vivendo a livello globale porterà a un aumento degli investimenti da parte dei Paesi del Golfo

Ifondi sovrani del Golfo si rivelano investitori indispensabili durante shock economici come già dimostrato durante la crisi del 2008. Allora hanno messo sul piatto oltre 50 miliardi di dollari per sostenere banche, istituzioni finanziarie o aziende altamente indebitate nonché asset sportivi. Solo per fare due esempi il Mancehster City è diventato di proprietà di Abu Dhabi e l’iconico emporio Harrods del Qatar.

La capacità di effettuare tali investimenti è resa possibile dall’ingente liquidità finanziaria ottenuta dalle esportazioni di petrolio e gas naturale. È importante notare che questi Paesi rappresentano circa il 40% delle riserve mondiali di petrolio e il 24% delle riserve di gas naturale. Grazie all’ energia i cosiddetti “Magnifici Sette” Fondi Sovrani, possiedono un patrimonio di 3.600 miliardi di dollari pari a circa il 40% del totale dei fondi sovrani a livello globale. Si tratta dell’Abu Dhabi Investment Authority (853 miliardi $), la Kuwait Investment Authority (803 miliardi $), il Saudi Public Investment Fund (776 miliardi $), la Qatar Investment Authority (475 miliardi $), Investment Corporation of Dubai (300 miliardi $) Mubadala di Abu Dhabi (284 miliardi $) e ADQ di Abu Dhabi (108 $).

Ma facciamo un passo indietro: cos’e un fondo sovrano? E’ un fondo d’investimento di proprietà statale che investe i proventi derivati dalle riserve energetiche o minerarie. Quando il Golfo divenne fornitore di energia negli anni ’60, diversi paesi del Golfo istituirono fondi sovrani per garantire che i proventi petroliferi fossero investiti nelle loro economie nazionali. Uno dei primi fondi sovrani istituiti fu il PIF saudita, creato nel 1971. Con il Principe ereditario saudita alla guida, si prevede che raggiungerà un trilione di dollari entro il 2025.

Investono sia in imprese già collaudate a basso rischio sia in startup che, per loro natura, possono rilevarsi anche fallimentari. Mubadala e PIF investono in modo considerevole nell’intelligenza artificiale, nelle biotecnologie, nelle fintech e nella blockchain. PIF

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Andrea Zanon Confidente

International sustainable development consultant and empowerment specialist